domenica 14 maggio 2017

Sostantivi condizionanti

Non ho mai voluto leggere "L'insostenibile leggerezza dell'essere" di Milan Kundera per via dell'aggettivo "insostenibile" del titolo: immaginavo si trattasse di un romanzo pesante di quelli che ti aiutano a pensare ad altro durante la loro lettura. Sono felice di essermi ricreduta, perché il romanzo mi ha appassionata fin dalle prime pagine.
"L'insostenibile leggerezza dell'essere" è ambientato durante la primavera di Praga e racconta la storia di quattro personaggi, Tomas, Tereza, Sabina e Franz.
Tomas e Tereza vivono una relazione complicata dall'infedeltà cronica di lui, che la tradisce, oltre che con un numero impressionante di donne, anche con Sabina, la quale a sua volta inizia una relazione clandestina con Franz, sposato con una famosa gallerista che ha esposto anche i quadri di Sabina.
La pittrice riesce a trovare un lavoro anche a Tereza, la quale inizia la sua carriera come fotografa di una rivista per poi diventare una vera e propria freelance grazie alla vendita ai giornalisti stranieri delle foto scattate durante l'invasione russa di Praga: la città infatti è sotto il giogo delle armate rosse e quelle scattate da Tereza sono immagini che rimarranno nella memoria collettiva.
Tomas dal canto suo da chirurgo rinomato e stimato diventa quasi senza accorgersene un vero e proprio sovversivo a causa di un suo articolo pubblicato su una rivista di propaganda antigovernativa: perderà il lavoro e finirà a fare addirittura il lavavetri pur di mantenere sé stesso e la propria compagna; i due si trasferiranno poi in campagna dove l'uomo capirà finalmente cosa sia la felicità.
Franz e Sabina vivranno una relazione che resterà clandestina fino al giorno in cui Franz non confessa l'infedeltà alla moglie tradita, perdendo in questo modo entrambe le donne.
Ritroviamo Franz in un corteo creato per accompagnare un gruppo di medici al confine con la Cambogia così da prendersi cura dei civili feriti nel conflitto contro il Vietnam: l'uomo aveva già preso parte a simili esperienze a partire dalla raccolta di firme che a Praga cercava di aiutare gli intellettuali imprigionati, così come il corteo in aiuto dei vietnamiti in guerra contro gli americani; esperienze che hanno uno scopo ultimo che non è però quello che ci si aspetta (portare pace o sollievo ai civili coinvolti) ma è, come scoprirà presto il nostro protagonista, uno scopo di mero spettacolo che ha a che fare più con l'agire per fare qualcosa anche se totalmente inutile (interessante è il racconto dell'attrice americana e del cantante famoso che si trovano alle prime file del corteo, attenti però ai flash delle macchine fotografiche mentre attorno a loro esplodono le granate). Franz è stanco di tutto questo e comprende cosa c'è di vero e giusto nella sua vita.

Stilisticamente parlando, Kundera si pone come spettatore esterno che racconta una storia non sua ma riesce a dare comunque al lettore la sensazione che lui conosca davvero i personaggi implicati nella vicenda.

Le relazioni tra i protagonisti si intrecceranno con la Storia, la fuga degli intellettuali in Svizzera, la resistenza ai socialisti, la completa soppressione della libertà culturale da parte del governo e infine i sentimenti, le sensazioni, le vicende personali dei singoli, ognuno con una storia diversa ma con un minimo denominatore comune: nella vita tutto ciò che scegliamo di fare o di avere, tutto ciò che all'apparenza ci sembra leggero (i rapporti interpersonali che intrecciamo, le scelte etiche e morali, il modo di vivere e comprendere la vita) non tarda a manifestare il proprio peso, spesso insostenibile.

Titolo: L'insostenibile leggerezza dell'essere
Autore: Milan Kundera
Editore: Adelphi
Prezzo: € 9,00 in formato tascabile
Adatto a: tutti gli amanti dei classici, a coloro che hanno bisogno di ristabilire le proprie priorità, o semplicemente a chi vuole approfondire la condizione degli intellettuali durante la Primavera di Praga
Che faccio, lo compro?: Consigliatissimo, non lasciatevi impressionare come me dall'aggettivo



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