martedì 8 novembre 2016

Un'autobiografia impersonale

Di solito non leggo autobiografie, mi piace scoprire uno scrittore leggendo i suoi romanzi senza farmi necessariamente i fatti suoi, per questo quando mi è arrivato tra le mani "Gli anni" di Annie Ernaux le mie aspettative non erano delle migliori nonostante fossi stata più volte rassicurata sui suoi contenuti.
Per fortuna mi sbagliavo, perché "Gli anni" è un'autobiografia molto particolare perché molto impersonale, un libro in cui l'autrice mescola frammenti di vita (che possono essere i pranzi di famiglia o la descrizione di una fotografia che ritrae una bambina, nient'altri che l'autrice, così lontana nel tempo da sembrare un'estranea) inseriti in un discorso globale che dal secondo dopoguerra raggiunge la contemporaneità.
Ad intervallare questi racconti di vita ci sono delle brevi e frammentarie considerazioni che seguono il flusso della memoria dell'autrice come un diario su cui appuntare i propri pensieri, così sfuggenti da dover essere necessariamente fermati su carta (sensazione, questa, acuita dalla mancanza di punti tra un breve pensiero e un altro, come se volesse compilare una lista).
Annie Ernaux riflette sul cambiamento delle abitudini, sul ruolo della lingua nella caratterizzazione di un'epoca, su come sia cambiato nel tempo il modo di camminare, addirittura di sedersi ("per gli uomini, il continuo uso delle spalle, per trasportare vanghe, assi e sacchi di patate, i bambini sfiniti dal mercato"), il modo di considerare la scuola e l'educazione come qualcosa da cui prima si scappava per dedicarsi a cose più importanti, come la cura dei campi e che ora addirittura contrattistingue il ciclo delle stagioni.
Intanto gli anni passano, la bambina delle fotografie lascia spazio ad un'adolescente e poi ad una madre di famiglia con un divorzio alle spalle, la società cambia grazie alle invenzioni degli anni '60 e '70 che se da un lato migliorano nettamente la qualità della vita di chi è sopravvissuto al conflitto mondiale, dall'altra convince le persone a badare più all'apparenza che non alla sostanza in un declino dei valori che purtroppo caratterizza la società odierna.
L'autrice descrive ampiamente l'evoluzione della figura femminile, che da sottomessa raggiunge negli anni una sorta di emancipazione, sfidando addirittura le convenzioni sociali (da donna divorziata riflette molto su come l'approvazione di questa legge abbia cambiato non solo gli equilibri tra uomo e donna ma anche il posto di una donna divorziata all'interno della società).
Annie Ernaux guarda al passato con malinconia, soffermandosi su quei dettagli all'apparenza insignificanti che fanno comprendere ancora di più al lettore che coloro che non hanno potuto godere di tutti i privilegi (soprattutto materiali) dei giorni nostri siano comunque stati felici quanto noi, o forse un po' di più.

Titolo: Gli anni
Autore: Annie Ernaux
Editore:L'orma editore
Prezzo:€ 16,00
Adatto a: tutti coloro che vogliono leggere un'autobiografia impersonale
Che faccio, lo compro?: Si, è una descrizione profonda di come sia cambiata la società a partire dalle abitudini più comuni.

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