domenica 25 settembre 2016

Perché guardare indietro a volte serve

Avete presente Giovanni Floris?
Presentatore tv di quasi 50 anni, è conosciuto ai più per la conduzione di Ballarò, programma di approfondimento politico e culturale; sempre sorridente, piuttosto pacato, da un paio d'anni oltre alla televisione si è buttato, a mio parere con successo, nel mondo della narrativa.
Il suo romanzo d'esordio si intitola "Il confine di Bonetti": basato sulla tecnica del flashback, ha inizio con Ranò, un notaio cinquantenne della Roma bene ancora sconvolto dal suo arresto che si accinge ad essere interrogato dall'autorità competente. Proprio per rispondere alle domande che gli vengono rivolte inizia a raccontare la sua storia prendendola davvero molto alla larga, ed ecco che nel giro di qualche pagina è un bambino di appena sei anni e fa la conoscenza con quelli che poi diventeranno i suoi amici di sempre; tra tutti, stringe un rapporto quasi fraterno con Marco Bonetti con il quale cresce condividendo le partite di calcetto il pomeriggio dopo scuola, le prime feste nei salotti dei genitori durante le medie e cambiando nel corso delle scuole superiori il giro di amici grazie alla conquista di un posto al Pincio; insieme si imbucano alle feste, vanno in vacanza a caccia di ragazze, fumano la prima canna, testano il confine tra tra lecito e illecito (è questo a cui si riferisce il titolo) tentano l'ingresso ad una prestigiosa università privata romana e cercano di inserirsi nel nuovo ambiente, così lontano dal loro: Bonetti e Ranò, benché abbienti, sono cresciuti in un mondo molto proletario, fatto di scioperi e continue lotte contro la classe dirigente mentre frequentando un istituto privato si trovano a vivere nell'universo degli yuppies, delle feste in discoteca con ingresso gratuito, dei vestiti di marca. Ranò cerca ed in un certo senso riesce ad amalgamarsi alle nuove compagnie perché consapevole che al mondo le conoscenze fanno gran parte del successo e che con il successo vengono automaticamente i tanto agognati soldi, mentre Bonetti grazie alle sue particolari doti carismatiche e al coraggio tipico dei ragazzi che hanno vissuto gli anni '80 riesce a piegare il nuovo mondo al suo volere e a mantenere intatti i propri ideali, ottenendo un successo strepitoso.
Sarà questo il motivo di una profonda rottura tra i due che li allontanerà per circa vent'anni, fino alla rimpatriata: i quattro amici si incontreranno di nuovo e presto quella che è nata come una semplice cena tra amici e bresciane (la cui presenza deve rimanere nascosta alle rispettive mogli) degenerà addirittura nell'omicidio e nell'arresto, punto di svolta per Bonetti e Ranò che finalmente hanno la possibilità di parlarsi a quattr'occhi per scoprire cosa davvero pensano l'uno dell'altro e per guardarsi dentro, perché gli anni sono passati e purtroppo hanno lasciato una traccia indelebile in loro.

Oltre ad avere una trama molto ricca, "Il confine di Bonetti" rappresenta un potente elogio alla storia italiana che evolve man mano che crescono i personaggi (i quali riescono a rappresentarla in tutte le sue sfaccettature): si parte dal calcio, con Bearzot, Platini, l'Italia svavorita che vince i Mondiali nell'82, per poi continuare con le mitiche vacanze Alpitour, la Girella, gli Spandau Ballet, i Dire Straits, Bob Dylan, gli attentati ai giudici siciliani, il boom economico ma anche lo scandalo di Manipulite, le contestazioni giovanili ma anche gli anni '90 di Sandra e Raimondo, delle ragazze Cin Cin, di Battiato, "Luna", "Notte prima degli esami", le boyband, la Playstation, il web, l'erasmus, Forrest Gump, Pulp Fiction, per citarne alcuni.
"Il confine di Bonetti" è infine un romanzo di formazione: la crescita fisica e spirituale dei protagonisti aiuta il lettore a riflettere sulle dinamiche della vita e a guardare se stessi in modo totalmente diverso, perché a volte è giusto voltarsi per poi ritrovarsi.

Titolo: Il confine di Bonetti
Autore: Giovanni Floris
Editore: Feltrinelli, collana "Fuochi"
Prezzo: € 18,00 rilegato
Adatto a: Tutti quelli che negli anni '80 erano abbastanza grandi da ricordarsene
Che faccio, lo compro?: Si, è un romanzo davvero molto bello e introspettivo, una vera sorpresa.


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