mercoledì 27 aprile 2016

Perchè le apparenze, si sa..

Spesso ingannano!

E' proprio su questo concetto che si fonda il libro di Mario Borghi intitolato "Le cose dell'orologio".

A scuotere le fondamenta di una cittadina molto abitudinaria e tranquilla ci pensa l'improvvisa scomparsa dell'orologio della stazione il quale, nonostante avesse le lancette ferme ormai da molto tempo tanto da aver indotto i tecnici a programmare la sua sostituzione, causa un vero e proprio trauma a tutta la comunità. L'intera cittadinanza si mobilita organizzandosi in comitati spontanei atti al suo ritrovamento, oppure inviando al Presidente del Consiglio, a quello della Repubblica e addirittura al Santo Padre commoventi lettere scritte da innocenti penne (che causano non pochi disguidi tecnici tra le mamme dei suddetti scrivani).
Il lettore allo stesso tempo sa che neanche il ladro se la sta passando bene: l'orologio sembra essere recalcitante come un animale in gabbia, le sue lancette si muovono al contrario e dentro di sé nasconde uno strano messaggio lasciato in custodia il giorno della sua nascita dal suo creatore.
Un giorno poi lo stesso malfattore viene invitato (di mercoledì, un giorno a suo dire totalmente privo di senso) ad una resa dei conti attesa da tempo, finché sarà proprio il tempo a fermarsi in quell'unico istante dove tutto si ricongiunge, le coscienze si evolvono, tutto sembra aver trovato la soluzione.
E tutto esplode.

"Le cose dell'orologio" è un romanzo che si legge tutto d'un fiato per svariati motivi: innanzitutto l'ironia, sempre divertente, con cui vengono descritti i personaggi e le loro azioni, la suspance, la filosofia e i vizi e virtù della nostra società; ogni personaggio è costruito nella sua interezza e pur utilizzando dei brevi periodi l'autore ci regala una panoramica più che sufficiente del loro carattere aiutandoci a comprendere le motivazioni dietro ogni singola azione.
Il narratore è il protagonista della storia che quando si tratta di raccontare momenti in cui non è fisicamente presente guarda con occhio divertito i comportamenti e i pensieri dei suoi concittadini, come quelli della signorina Piccionetti, innamorata del maresciallo dei Carabinieri, o del meccanico del paese, uomo senza scrupoli che pensa solo a guadagnare più soldi possibili in modo da sfoggiare al bar i lussi che si concede; oppure quelli personaggio secondo me più interessante di tutti, la "tipa delle pulizie": una donna che ha una vita piena ed è circondata da tanti amici immaginari, che affida le sue eclettiche elucubrazioni alla macchina da scrivere per poi legarle ad un palloncino e lasciarle libere e che di tanto in tanto frequenta gli ambienti più degradati (spacciandosi per prostituta o per una barbona) prima di tornare alla solita vita.

Lo stile è molto fluido, l'autore ha un'ottima padronanza del linguaggio e gioca molto sull'equilibrio climax/risoluzione, che comunque sarà totalmente inaspettata.

Mario Borghi dimostra di avere un'ottima capacità narrativa (spesso mi ha ricordato un romanzo alla Stephen King, con molto meno sangue) e non vedo l'ora di poter leggere la sua prossima opera!

Titolo: Le cose dell'orologio
Autore: Mario Borghi
Editore: Rogas
Adatto a: tutti quelli che vogliono leggere una storia eclettica, dal ritmo veloce
Che faccio, lo compro?: Ovvio, ne vale assolutamente la pena

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