giovedì 5 settembre 2013

Aruaruweeei

L'imbarazzo di andare in libreria e comprare un libro con una copertina un po' succinta è paragonabile solo a quello di andare nella stessa farmacia frequentata dalla tua mammina e comprare una scatola di preservativi, ma siccome ho il tablet e da un anno leggo perlopiù ebook il problema nel mio caso non si pone.

Ad ogni modo, ogni tanto i libri con le copertine zozze incuriosiscono anche me, così quando ho visto quella di "The Vincent boys" di Abbi Glines mi son detta "Ah però, leggiamo un po'!".

Vorrei conoscere il tipo che ha scritto il riassunto della trama e prenderlo a ceffoni.

La protagonista di questa mirabolante avventura si chiama Ashton (Ash per gli amici: in tutto quattro, ed uno di questi è il suo ragazzo, un'altra la nonna. Ma andiamo per ordine), è la figlia del pastore (ma che novità sul piano editoriale!) ed è da sempre amica di due cugini, Sawyer e Beau (che dovrebbe essere pronunciato "boh" come "boh, perché tra tanti nomi Abbi ha scelto proprio questo?).
A diciassette anni è fidanzata con Sawyer e non parla più con Beau perché i i due hanno intrapreso strade completamente diverse: la perdizione lui, la santità lei.

Ora, avete presente la puntata di Dawson's Creek in cui Dawson, con fare da uomo vissuto, va vicino a Pacey e gli dice "stalle vicino", riferendosi a Josephine?
Ecco, nel libro non succede esattamente la stessa cosa, ma il fatto è che mentre Sawyer è allegramente in campeggio con la famiglia la piccola figlia del pastore e il ragazzo dal nome improponibile ci danno dentro come ricci alle sue spalle. E vi dirò di più, Ashton in questo frangente avrà le sue prime esperienze sessuali, nonostante la ninfomania sia parte integrante del suo essere ormai da tempo.

Vi ricordate quando Joey è indecisa tra Pacey e Dawson e ci fa stare tipo venti puntate in attesa?
La pastorella Ashton, nell'indecisione, si diverte con Beau e fa la fidanzatina a distanza con Sawyer.
Ma Sawyer Lo Sbarbatello sta tornando in anticipo di due settimane.
Che brividi signori, che brividi.

Solitamente a questo punto passo a parlare dello stile dell'autore, ma siccome "The Vincent boys" è ricco di chicche ve ne racconto un'altra.
Ad un certo punto la nonna di Ashton muore, riducendo a tre il numero di amici della piccola pastorella di Dio. La ragazza è affranta e il giorno del funerale Beau la trova in lacrime fuori la chiesa. Dopo averla aiutata nell'estremo saluto se la porta nella sua roulotte (perché essendo profondamente sfigato oltre al nome ha anche una pessima situazione finanziaria) e ci danno dentro. Ashton per giustificare la cosa afferma: "La nonna ha sempre accettato la parte diabolica di me, mi avrebbe sorriso".

Tua nonna.
Ti avrebbe sorriso mentre ti ripassi il cugino del tuo ragazzo il giorno del suo funerale, dandola via come se non fosse mai stata tua.
TUA NONNA?!?!
Chi sei, la nipote di Cicciolina?!

Dire che "The Vincent boys" sia scritto coi piedi vuol dire offendere chi coi piedi ci scrive davvero.
La vicenda è raccontata con l'alternarsi del punto di vista di Ashton a quello di Beau, e già dalle prime pagine prendono vita i loro tormentoni, che vi accompagneranno per tutto il tempo.
Ashton: "Sono una brava ragazza ma a volte devo lasciar fuoriuscire la ragazza cattiva che è in me"; "solo nonna e Beau mi apprezzano per quello che sono".
Beau: "Che bella patatina che hai" (dice davvero così, non sto parafrasando); "amo la parte malvagia di te"; "perché ti ostini a nascondere la parte malvagia di te?"
Poi l'autrice ci mette il carico da novanta con perle di saggezza come, e cito testualmente: "giornate lunghe come la fame".

So dell'esistenza di un sequel. Spero risponda ad alcune domande che mi sono posta leggendo il primo e che ho prontamente appuntato:
- Sawyer manderà a quel paese Ashton e cugino?
- Ashton brucerà viva una volta messo un piede in chiesa?
- Beau si rivolgerà all'ufficio anagrafe per cambiare nome?

Titolo: The Vincent boys
Autore: Abbi Glines
Editore: Mondadori
Prezzo: 14,90€ brossura
Adatto a: tutti coloro che hanno amato la cricca di Dawson
Che faccio, lo compro?: per l'amor di Dio, NO!

Nessun commento :

Posta un commento